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lunedì 2 giugno 2014

Cena a lume d'arancia

Il primo incontro non era stato dei migliori, aveva fatto la figura dell'imbranato totale. Un'altra se la sarebbe filata di corsa e di lui non ne avrebbe più voluto sentirne parlare. Eppure era riuscito a strapparle un appuntamento e a rimediare al danno. Le nuove scarpe le stavano così bene che si era quasi dimenticata delle camoscine rosa cipria rovinate con la candeggina. Avevano passato un pomeriggio piacevole in centro e, non voleva però illudersi, sembrava esserci già una certa intesa. Le chiese così senza pensarci troppo se le andasse di cenare da lui, vantandosi delle sue doti di gran cuoco. Lei con un sorriso rispose: perché no? Basta che non ci siano detersivi nei paraggi. Scoppiarono a ridere entrambi e rimasero che si sarebbero visti venerdì alle otto e mezza.


Perfetto, ci era riuscito, non gli sembrava vero... non era stato neanche così difficile. Peccato che lui stava alla cucina come il ketchup sugli spaghetti. C'è chi se li mangia, non per questo non è una barbaria.

Fare un corso intensivo? Troppo poco tempo e risultati incerti.Pregare in ginocchio la mamma di fare la sua specialità? No, la frittata di cipolla e patate non era adatta all'occasione. Portarla a cena fuori? Dopo che si era costruito l'immagine dello chef? No no no. Poteva prendere qualcosa al cinese, ecco! Avevano da poco aperto un ristorante vicino casa sua, cucina di gran classe, ci lavorava un suo amico come cameriere. Si fece preparare una cena completa, elargendo una cospicua mancia al cuoco e via a casa. Strappò un rametto di gelsomino da un muro di passaggio e dispose tutto pronto per la cena, il gelsomino in un piccolo vaso di vetro come centrotavola. Mancava qualcosa però, non sapeva cosa. Posate e bicchieri erano nell'ordine giusto - merito delle lezioni dell'amico - il vino era in freddo, la frutta la avrebbe preparata lui, già il conto era stato un salasso.

L'illuminazione arrivò quando la luce andò via. Ma che è successo? Spense tv e pc e provò a riattacarla. Tutto ok, ma capì che in realtà era meglio lasciare l'ambiente poco illuminato, l'atmosfera era più intima. Ci volevano delle candele però, non ne aveva nemmeno una. Si ricordò di un tutorial visto su internet: una candela fatta dalla buccia di mezza arancia con il filamento bianco centrale come stoppino e dell'olio come carburante. Dopo vari tentativi e molte arance riuscì a farne solo una decente, che mise accanto al gelsomino.

Suona il campanello, corre ad aprire. Lei è esageratamente bella - si accorge di essersi bloccato a fissarla e imbarazzato la fa accomodare. La ragazza nota subito la candela a centro tavola e gli chiede cosa sia, incuriosita. Lui spiega e nel frattempo serve la cena. Il profumo agrumato della candela e quello del gelsomino inebriano la stanza. Chiacchierano e scherzano tutta la sera, il cibo è ottimo. Non pensavo durasse così tanto la candela. Sì, basta rabboccarla con l'olio. Sta per versarglielo ma lei la spegne con un soffio. La frutta la mangeranno domani a colazione.

Annalisa Balistreri

Fonti:

Come creare un'arancia-candela

I personaggi di questa storia sono ripresi da quelli di un precedente post a questo link

19 commenti:

  1. Annalisa urge un terzo post! Pretendo la minuziosa descrizione tra ciò che succede tra il soffio e la digestione della frutta...ahahah
    Complimenti!
    Nina

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  2. Ma quanto è carina questa storia!!! Brava Annalisa, mi hai fatto sentire l'atmosfera, sono entrata nella storia già dal gelsomino strappato dal muro. bella la candela all'arancia.
    A rileggerti

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    1. Una serata profumata da bilanciare al primo incontro puzzolente di candeggina. Grazie Jole e a presto.

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  3. wow, e poi?
    ahahahaha
    gd

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    1. E poi vedremo, magari questi due ricompariranno da qualche parte, qui o in un'altra lattina :-)

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  4. Una sola parola: straordinaria!

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  5. FedericoMoccio3 giugno 2014 08:55

    è la fine...chi comprerà più una candela?
    ahahahah
    Mi piacque molto il finale della candela, molto cinematografico però ci sta tutto

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    1. Ci sarà un'impennata del prezzo delle arance però ahah.
      Il finale l'ho immaginato figurandomi la scena proprio come in un film. La candela poi, aveva esaurito la sua funzione.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. "L'illuminazione arrivò quando la luce andò via". Ahaha questo post è pervaso di un'ironia sottile, che arriva a tradimento, come la frittata con la cipolla della mamma. Bello il fatto che sia una continuazione del post precedente. Comunque non immaginavo una Annalisa hard ahaahahah

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    1. Mi sono divertita ad inserire qua e là degli elementi stonati dal contesto romantico, già presenti nel primo post. I due potrebbero combinarne ancora delle belle ahah!

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  7. Carino questo post che non possiamo definire rosa, bensì soft arancio. Il punto di vista maschile, un uomo romantico e fantasioso: specie in via d'estinzione.

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    1. Fantasiosi ce ne sono di più, romantici un pò meno. Le due cose insieme è effettivamente un pò difficile ma non impossibile trovarle. Mi piace la definizione soft arancio!

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  8. Annalì, buttiamoci sui romanzi rosa/erotici, è lì che cominceremo, secondo me, a battere cassa!
    Ho trovato il post carino, leggero e leggibilissimo.
    Bravaaaaa.
    L.I.

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    1. Potremmo tirarci fuori una collana genere Harmony ahah!

      Annalisa

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  9. Mi piace l'idea della candela, della possibilità di costruirla con elementi semplici e del profumo che emana per l'essenza di arancio e olive

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