Animali strani, luoghi dalle peculiarità uniche, meraviglie della scienza, vicende pazzesce diventano spunti di racconto in Stranezze Terrestri.
Per inviare i vostri racconti o segnalare una stranezza terrestre scrivete a aperturaastrappo@gmail.com

lunedì 23 giugno 2014

La bambina senza bambola

Acqua che culla lava e ti annega.
I miei capelli serici e lunghi si annodano ai gorghi scuri, le mie sorelle li afferrano me li hanno quasi strappati dalla testa per tirarmi fuori, per tenermi a galla, ma non c'è stato nulla da fare, la laguna mi ha risucchiato, la melma appesantisce gli abiti, il fango sigilla gli occhi e tura le narici. Le sento, piangono e si lamentano, gemono come cuccioli abbandonati dalla madre, poi anche le mie orecchie divengono sorde. La bambola lei è rimasta in superficie, stupida e inconsapevole galleggia a faccia in giù, ci lanciamo un ultimo sguardo adesso siamo uguali. Le mie sorelle la afferrano, se la contendono, un giocattolo in due una sorella in meno con cui spartirlo. Io ho acqua tra le mani non ho concluso il mio gioco. Stringo il vuoto.




L'isola adesso è muta, oscura. Gli uccelli tacciono, gli alberi non donano più frutti, i germogli si staccano prima di schiudersi e crollano al suolo serrati e infertili come seni cui è negata la maternità. Julian è solo, dicono sia povero e pazzo, povero lo è di certo, pazzo lo diventerà. Julian mi ama, gioca con me non teme la mia pelle marcia, i capelli scarmigliati come funi, l'andatura barcollante di un corpo enfio di umori malsani. Lui mi aiuta. Rivoglio la mia bambola. La cerco tra quelle che Julian ha appeso ai rami secchi sbucano come fiori notturni e nauseabondi, come memorie di età eternamente uguali.
So che le ruba ai bambini, s'infila nelle case, fruga tra i rifiuti, nei canali di scolo, poi le lega alle sporgenze, ai tronchi alle tegole. Loro mi sorridono con i sorrisi di pezza, di plastica, immutabili come me.
Non temere visitatore, prima o poi la troverò.
Nelle sere ventose ci muoviamo insieme come angeli in disgrazia, nude, logore, esposte senza più sesso e bellezza.
Vieni! La paura è il giusto tributo. Inganniamo la vita che la morte non si può.
Julian gioca con noi, l'ultima volta l'ho tenuto stretto stretto a me, ed è venuto giù. Con me. Aveva lo stesso sguardo della mia perduta bambolina.

Dai giochiamo insieme!

Adele Musso


Fonti:

L'Isla de las Munecas, un'isoletta vicino Città del Messico, è caratterizzata dall'essere piena di bambole impiccate agli alberi o ai pali. Tutto ciò ad opera di Julian Santana che rimase tanto sconvolto nel vedere una bambina annegata nella palude da impazzire e cercare di placare lo spirito della bambina donandole quante più bambole riuscisse a trovare. Adesso l'isola è una macabra attrazione turistica.

http://wasterpiece.altervista.org/isola-delle-bambole/0/
http://www.dailybest.it/2014/03/20/isola-bambole-impiccate-munecas-messico/

14 commenti:

  1. Un ottimo inizio di giornata, un'iniezione di buonumore, questa è proprio una stranezza horror, lo dico sempre che Adele nasconde un animo diabolico. (emoticon enfio di umori malsani)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Detto questo, adesso che mi è passata la tremarella, confermo che per me la lattina delle stranezze terrrestri rimane comunque una delle più interessanti. Brave/i tutte/i. (strano emoticon)

      Elimina
    2. Grazie Raimondo a nome di Stranezze Terrestri!
      P.s. mi mancavano i tuoi emoticon ;-)

      Elimina
  2. Pezzo bellissimo! La storia è interessante inquietante affascinante e tu le hai dato valore aggiunto con tua scrittura

    RispondiElimina
  3. Grazie ad Annalisa per la sua ospitalità in questa lattina che ha un fascino particolare. Raimondo spero di non averti rovinato la giornata, in ogni caso sono lieta che tu abbia superato le tue remore e abbia letto Grazie Valeria per i tuoi sempre graditi complimenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Adele per la notizia e per esserti cimentata anche tu nelle Stranezze Terrestri con risultati lodevoli (non avevo dubbi). Se la storia era già horror di per se tu l'hai resa ancora più inquietante. Volubili le sorelle che prima piangono per la sorella morta e subito dopo si contendono il giocattolo.

      Elimina
  4. Leggendo tra le righe sono rimasto affascinato dalla storia che hai raccontato con una scrittura gradevolissima. Brava Adele.

    RispondiElimina
  5. Questo brano impressionante, tratta davvero di una stranezza terrestre. Il posto sarà da film horror e la curiosità umana enorme. Povere bambole! Brava Adele!
    Nina

    RispondiElimina
  6. FedericoMoccio23 giugno 2014 15:31

    Matri...inquietante la storia, l'isola, la foto, tutto in questa pagina è inquietante
    Complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le foto sono una più inquietante dell'altra, spesso le bambole sono mutilate o assumono strane espressioni. Anche Julian poverello non scherzava...era proprio brutto brutto!

      Elimina
  7. Brava Adele, un altro fiore all'occhiello dei tuoi abii elengantissimi. Horror servito in stranezze terrestri vere

    RispondiElimina
  8. Lo sai, vero, che per leggere il tuo post ho dovuto coprire l'immagine inquietante della bambola ...
    Pezzo orrifico, nel senso che rendi l'oscurità dell'animo umano e l'orrore della morte violenta, in maniera davvero eccellente.
    Sono del parere che questa lattina ha un gran potenziale e chissà ancora quante cose scopriremo!
    L.I.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi spiace Lucia in effetti la foto è bruttarella assai. Spero di non aver contribuito ad alimentare notti insonni. Ci vuole un argomento più lieve, magari quello di cui si parlava mercoledì scorso eheheh.

      Elimina
  9. ma quanto è bello sto pezzo, bella la fonte
    quasi una murder ballad senza ballad
    bravissima AM!!
    gd

    RispondiElimina