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lunedì 3 marzo 2014

Volevo un cavallo nero, nero, nero ma tu me lo vuoi dare sauro - Italia, la leonessa di Mussolini



Volevo un cavallo nero, nero, nero ma tu me lo vuoi dare sauro


Martino ama Zorro.
E’ forte: sbaraglia i cattivi in ogni puntata, affronta le guardie tre alla volta e le disarma con un unico gesto elegante di spada.
E’ furbo: non si fa acciuffare mai, nasconde la sua vera identità senza tradirsi nei panni di Don Diego De La Vega.
E’ misterioso: anche il look fa la sua parte con i vestiti neri, il cappello nero, la frusta nera, anche il cavallo nero così da confondersi nella notte.
Tornado, che cavallo! Ne vuole uno uguale, un concentrato di potenza muscolare e velocità. Poco importa se neanche sa da che verso si monta una sella e avrebbe già difficoltà a salire su un pony.

-Papà voglio un cavallo nero!
-Martino, quando ti ho detto scegli qualsiasi cosa per il compleanno mi hai preso proprio alla lettera.
Mannaggia a lui e a quando vuole fare il padre modello, chi glielo spiega ora al bambino che non è proprio possibile, dove lo metterebbero un cavallo? Abitano in quattro in un quinto piano di 70 m2 del centro storico, mica lo possono parcheggiare sotto casa! Al massimo può comprargli un peluche o un cavallo di plastica, di quelli che trovi assieme a tutti gli animali della fattoria, ecco così sarà più contento… ma qualcosa gli dice di no.
Il nitrito crede di averlo immaginato per suggestione, così continua a guidare scervellandosi se ci sia un maneggio nei paraggi per portargli il pupo, fargli fare un giretto e poi riportarselo a casa con qualche scusa quando gli si para davanti una bestia enorme ed è costretto a piantare i freni. Martino alza gli occhi dal videogioco. Un bellissimo cavallo è lì, al centro della strada che lo guarda, sembra apparso dal nulla, con incedere elegante fa due passi verso di loro, il sole illumina il suo manto lucido dai riflessi rossastri.
-Papà, ti avevo detto nero!

Annalisa Balistreri


Ispirato dalla seguente notizia su gentile segnalazione di Tommaso Gambino:

COMANDO POLIZIA MUNICIPALE DI PALERMO
COMUNICATO STAMPA 25-02-2014 ore 16:45
Il Comando di Polizia Municipale comunica che nel fine settimana una
pattuglia ha individuato lungo la carreggiata laterale della
circonvallazione all'altezza di Tommaso Natale un cavallo di circa 5
anni, di colore sauro.
L'animale che non aveva paramenti né segni di riconoscimento, è stato
preso in custodia dalla Polizia Municipale.



 Italia, la leonessa di Mussolini


1923. Dopo il successo dello slogan "meglio un giorno da leoni che cento da pecora" il gestore di un circo regalò a un Benito Mussolini fresco fresco di dittatura un bel cucciolo di leonessa. Il duce ne fu felicissimo. Se lo portò a casa e lo chiamo "Italia". Purtroppo la bestia, com'è naturale, emanava un odore non proprio gradevolissimo, e la cosa mandava in bestia la governante del duce, l'agguerrita signora Cesira, che presto costrinse Mussolini a portare il felino in uno zoo di Roma. Ma il leone Italia rimase nel cuore del dittatore, che andò a trovare la bestia, frequentemente, durante tutto l'arco del ventennio. Le sue foto con Italia, d'altra parte, spopolavano in tutto il mondo, e sollecitavano ancor di più l'ossessione virilista del prode Benito. Si racconta che un giorno, rientrando a Palazzo Chigi dopo una visitina allo zoo, si annusò le mani esclamando: "Odoro di leone".

Nino Fricano

14 commenti:

  1. Complimenti per entrambi, pezzi ed autori.

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  2. cavalli virtuali, cavalli morti e leoni fascisti
    bleah!
    (ahahahaahaha, bravi tutti!)
    gd

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  3. Non c'è limite alle stranezze, e con la scusa degli aneddoti affiorano manie e megalomanie di grandi e bambini. (emoticon odordileone)

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  4. Post simpaticissimo, avvalorato dal fatto che un cavallo in mezzo alla strada si può trovare: la pantera sui monti e il cavallo in mezzo alla strada!
    Palermo è Palermo e in questi fatti è assolutamente singolare.
    Brava Annalisa per essere riuscita a montare una storia semplice da un fatto inconsueto. O no?
    (non così inconsueto cioè).
    L.I.

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    1. Diciamo che a Palermo siamo così abituati a vederne di cotte e di crude che probabilmente la vista di un cavallo nella circonvallazione non ci stupirebbe più di tanto. In questo caso i più strani siamo noi esseri umani con le nostre megalomanie.

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  5. FedericoMoccio4 marzo 2014 10:56

    Cavallo colore sauro non l'avevo mai sentito dire, ahahahahaha. Ti ricordi qualche anno fa la storia del cavallo che impazzì si andò a scaraventare contro la vetrina di una profumeria di fronte il Teatro Massimo? Ecco, all'inizio pensavo proprio che parlassi di quello, poi ho visto che le date non coincidevano. Quindi è cosa facile, non mi esprimo altrimenti scriverei cose troppo aggressive su questi delle carrozze.
    La leonessa di Mussolini non la conoscevo ma io il nome Cesira l'avrei dato a lei ahaha
    Ciao!

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    1. Questa storia l'avevo completamente rimossa! Povero cavallo, almeno questo è rimasto illeso. Una leonessa di nome Cesira è sicuramente più simpatica ahah. Lo proporrò a Silvia Ferrante che ai gatti dà nomi come Onofrio, Ernestino e Gargoil!

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  6. Brava Annalisa le tue stranezze mi piacciono un sacco e poi i cavalli sono i miei animali preferiti!
    Curiosa di rileggerti!

    Nina

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  7. Annalisa il tuo post sul cavallo mi ha fatto pensare ad una cosa molto triste: le corse illegali di cavalli. E come questi poveri animali a volta vengono abbandonati ovunque, morti soprattutto. Le cause sono gli anablizzanti. Ma il cavallo abbandonato in circonvallazione forse è altro: una fuga d'amore tra un sauro e una cavallina nera che poi lo ha abbandonato.
    I cavalli sono degli animali bellissimi. Sono vivaci, focosi, ma soprattutto buoni. E sensibilissimi. La leonessa di Mussolini è come poteva solo quella parte di storia: fuori norma. Mi dispiace per la leonessa che annoverava tra i suoi amici uno come Mussolini

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  8. Chiara Maria Vitale9 marzo 2014 21:13

    lo prendo io il cavallo nero se il bimbo non lo vuole *_*

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    1. Chiara Maria Vitale9 marzo 2014 21:37

      cioè sauro...quello che è...

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