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lunedì 5 maggio 2014

Sottoterra

A 4700 metri, l’inverno vede pochissime presenze a punteggiare le montagne. Temperature impossibili, nemmeno una pioggia. C’è però della vita sotto terra. La falena Thitarodes depone le uova sull’erba e appena nata la larva si nasconde sotto la superficie, dove né la neve né i predatori potranno trovarla, potrà crescere anche per cinque anni per godere poi di due-cinque giorni di vita adulta. E’ una lunga preparazione. Al sicuro?



Sotto terra, una galleria lunga decine di metri. Ci hanno messo giorni per scavarla, considerando anche che tutto deve essere fatto nella massima segretezza. Ma stanotte è quella giusta, si avverte un’eccitazione che percorre tutti loro: sembrano andare avanti più velocemente e quasi nessuno parla. Solo ogni tanto qualche istruzione, e un’intimazione: sssshhh non fate rumore.

Ha preparato tutto. Ha mandato via tutti e ha voluto cucinare personalmente. Con diverse ore di anticipo, ha schierato contenitori, taglieri e coltelli di varia grandezza, ha mondato,  affettato e diviso nelle ciotole le verdure, ha sezionato il maiale e tritato lo  zenzero. Poi ha messo il wok sul fuoco e ha iniziato a saltare le verdure e a stufare la carne, il riso nella macchina a cucinare. Adesso è quasi ora: fa bollire l’acqua per il tè.

Un altro organismo, nemmeno animale, può non solo uccidere ma prendere possesso di una larva anche se  ben nascosta. Le spore del Cordyceps Sinensis, divise in centinaia di frammenti e trasportate dal vento dell’altopiano del Tibet, penetrano nella terra e poi nel corpo del bruco della Thitarodes. Ma non deve morire subito: il fungo comincia a nutrirsi delle parti meno vitali e costringe l’insetto a spostarsi verso l’’alto prima di immobilizzarlo. Sulla sua testa c’è una sorta di corno.

Lavoro di picconi e pale e mani e dovrebbero esserci. Il capo controlla le sue mappe: si può andare verso l’alto. Dopo un po’ un rumore metallico: hanno incontrato una grata, è proprio qui, dove dovrebbe essere. A uno a uno si infilano dentro, poi il primo della fila rompe anche l’ultimo ostacolo: la pavimentazione. 

Suo marito è impeccabile nel suo vestito migliore. La famiglia è stata riunita, pettinata e abbigliata per l’occasione. Tutti stanno in silenzio, sono già pronti nell’ingresso. E infine arriva: stringe la mano di suo marito a lungo, lui fa un rispettoso cenno del capo. Si è controllata più volte allo specchio e sa di star bene nel suo nuovo costosissimo abito, ma si sente comunque a disagio. Va a prendere il tè e porta con sé anche qualche stuzzichino. Il funzionario governativo sembra gradire.

Con l’arrivo della primavera, la neve si scioglie e il verme è ormai completamente svuotato di nutrienti e riempito delle ife del Cordyceps. E’ il momento: la testa scoppia e, nel punto in cui prima c’era il corno, lo stroma del fungo fuoriesce. Della larva non rimane nient’altro che un involucro giallognolo: l’esoscheletro. Sopra, lo stelo marrone, che spunta a volte solo per mezzo centimetro. Trovarlo però è importante per i mandriani di yak, che in questa stagione abbandonano qualsiasi altra occupazione per cercare lo yartsa: le sue proprietà pare siano miracolose, una panacea per asma, epatite, bronchite, mal di schiena, tubercolosi,  itterizia, affaticamento, anemia, tumori, enfisema, HIV, oltre che un potente afrodisiaco. Alcuni di loro, grazie alla raccolta e alla vendita del bruco, oggi possiedono IPhone, tv a schermo piatto e motociclette con le quali vanno al mercato sulle le strade di fango, sperando che le contrattazioni risultino vantaggiose.

Sono finalmente dentro il negozio, lucido e futuristico: fontane, lampadari, vasi di fiori negli angoli, gli scaffali assomigliano a teche da museo – è verso questi che si dirigono gli uomini. Bisogna fare presto, prima che scatti qualche allarme, prima che qualcuno senta qualcosa, e arraffano scatole su scatole – il negozio è enorme. Ci faranno almeno l’equivalente di un milione di dollari.

La cena sta giungendo al termine. Lei è stata al suo posto, ha parlato poco, ha sorriso, ha portato da mangiare. Tutto sembra procedere nel modo giusto e forse suo marito riuscirà a ottenere l’incarico che desidera. Rimane solo l’atto finale, un gesto che deve essere compiuto da lui: lei va solo a prendere la scatoletta di legno, lui la prende in mano e prima di porgerla al loro ospite la apre. Dentro, poggiati delicatamente sul feltro, stanno dei vermi rinsecchiti con una protuberanza marrone a un’estremità.




Valeria Balistreri





Fonti: 
National Geographic Italia agosto 2012
http://www.alessandroboesi.eu/Daniel%20Winkler.pdf

12 commenti:

  1. in questo racconto su tre piani si avverte una tensione da film di hitchcock: complotti, omicidi, tranelli... delitti perfetti!
    gd

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  2. FedericoMoccio5 maggio 2014 14:57

    La cosa bella di questo post è che tre storie, apparentemente diverse, si mescolano insieme in una naturalezza fantastica. L'idea del fungo che mangia le interiora di un bruco fa un po' di paura, i bruchi vengono chiamati anche zombie perchè a quanto pare sono completamente "manovrati" dal fungo dentro di loro.
    Complimentazioni!

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  3. Complimenti Valeria, sei riuscita tramite l'intreccio calibrato di più storie ad alta tensione a raccontarci la particolarità di questo fungo e tutto ciò che gli ruota attorno.

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  4. Bella miscela di episodi. Ottimo lavoro. Brava Valeria.

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  5. Grazie a tutti! Ho provato a raccontare qualcosa di shtrano anch'io ;) Questa storia mi ha colpita molto, ha tantissimi aspetti: i due fondamentali sono quello umano e quello animale. A mio avviso sono entrambe stranezze perché come è inquietante quello che il fungo fa al bruco allo stesso modo è veramente incredibile la crescita esponenziale del valore di questa panacea la cui efficacia non è stata provata, con tutta la ricchezza ma anche i problemi che porta con sé.

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  6. Intreccio e inventiva in un mix di alta scrittura narrativa.
    Bravissima
    Nina

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  7. Intreccio da film da oscar! Già Moccio e il D'amato dissero tutto.
    Stupendo!
    Dario

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  8. Brava Valeria: hai scritto molto bene e hai saputo calibrare tre storie ad alta tensione, tutte interessanti, e che hanno seguito un fil rouge veramente curioso e interessante.
    E vai!
    L.I.

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  9. Brava Valeria informazione e narrativa, una saltellante narrazione che incuriosisce fino ad intrigare del tutto.

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  10. Mi ero persa questa bella storia a tre piani. Un bell'edificio. Si parte dal sottosuolo per poi raggiungere i piani alti. Gli uomini con le loro strane abitudini: farsi dei regali per comprarsi l'uno con l'altro. In effetti l'uso del fungo nei confronti della larva è altrettanto opportunista... e letale! Brava

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  11. Chiara Maria Vitale11 maggio 2014 16:43

    bravissima annalisa, come sempre

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